• Pubblicata il
  • Autore: Andre
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Monica è un tipo pratico 1 - Pisa Trasgressiva



Monica è un tipo pratico. Anche la sua idea del sesso è pratica. Quando l’ho conosciuta era fidanzata con un tipo di nome Mitia, con cui faceva poco o niente sesso, però pensava di sposarlo lo stesso, perché avrebbe continuato a fare sesso con un altro, che andava a trovare e con cui faceva delle trombate di ore. E anche lui si chiamava Mitia.
Quando ci siamo conosciuti, ci siamo piaciuti subito: anche se mi diceva di essere vicina al matrimonio, mi sono proposto subito, durante una vacanza in Salento, e la sera stessa siamo finiti a letto. Piccola, biondina, non proprio bella, ma proporzionata. Ha anche qualcosa di maschile, che forse le deriva dalla grande attività sportiva che ha sempre fatto.
La prima sera, non so perché, ma mi sono perso con lei e leccarla per un’infinità di tempo, semplicemente mi andava così. Lei, che come tipo aveva deciso che potevo andarle, sono convinto che mi scopasse da subito per provarmi: infatti, mentre le leccavo la passera, continuava a chiedermi di montarla, ed è forse per questo che continuavo, volevo farle capire chi decideva e cosa.
Quando poi ho incominciato a darglielo, ero bello sodo per il lungo tempo di preparazione, e siamo andati avanti per un bel po’. È rimasta soddisfatta, e me lo ha detto subito. È strano, perché di solito sono gli uomini, almeno quelli inesperti, che si preoccupano di sapere se è andata bene; lei invece ci teneva a dirmi che le era piaciuto come l’avevo chiavata.

Per un po’ di tempo continuammo a vederci, scopavamo, e durante la scopata e dopo ci raccontavamo la nostra vita, sesso compreso. È lì che ho saputo dei due Mitia. Aveva anche un’amica, Susy, con cui faceva qualcosa a letto, ma niente di impegnativo. Erano solo molto amiche, andavano in vacanza insieme, stessa camera e stesso letto e quel qualcosa di sesso era venuto da sé.
Monica aveva una vera e propria adorazione per Susy, la trovava bella, si preoccupava per lei, le telefonava quasi tutti i giorni, era la sua confidente.
Quando poi le ho proposto di andare a vivere insieme non ha avuto dubbi, era chiaro che aveva già deciso e aspettava solo di sentirselo chiedere. Ciao Mitia:
I primi anni non sono stati male. Susy veniva a trovarci e così imparai a conoscere anche lei. Fin dalla prima estate ce la portammo al mare, in vacanza con noi, nella mia casa.
Susy era abbastanza alta, magra, con due grosse tette, era complementare a Monica. Con lei avevo un rapporto cameratesco: era disinibita, si spogliava davanti a me, e mostrava senza difficoltà le tette, con due capezzoli grandi e scuri, che sembravano sempre diritti. In spiaggia, se ci mettevamo in un tratto isolato, si cambiava di costume sulla sabbia, senza coprirsi, e vedevo il suo pelo nero e abbondante. Monica invece aveva un pelo rado e biondo, leggero, che lasciava vedere bene la sua fighetta e invogliava a leccarla, oltre a due tette piene e sode.
Una volta, mentre scopavamo, le chiesi di raccontarmi come si davano da fare lei e Susy, e da quel che mi raccontò mi convinsi che Monica aveva un rapporto di dipendenza, era lei che la lavorava e la faceva godere, mentre Susy le faceva il minimo, ma Monica era sempre contenta.
Il sesso con Monica aveva un difetto: lei aveva l’orgasmo freddino, quasi silenzioso, con poche contrazioni. Credo che sia stato questo a fare deperire velocemente il nostro gusto di sesso. Lei si dava da fare, ma poi al dunque era di poco gusto, e io incominciavo a lavoramela con meno fantasia.
Monica aveva questo di bello, che le potevi parlare di tutto, anche proporle di farsi trombare da un gorilla. Magari ti diceva di no, ma non si scandalizzava. Non pensate che fosse una troia, era invece duna donna pratica, senza troppe idee moralistiche, anzi, senza troppe idee inutili sul sesso, che per lei si faceva, e basta. Anzi, come compagna era piuttosto tradizionalista, non aveva mai comportamenti spinti, si comportava proprio come una moglie, vestiva normale. Poi nell’intimità non aveva riserve.
Le avevo proposto senza troppa convinzione qualche soluzione per ravvivarci, come vedere qualche porno insieme. Rifiutò convinta, diceva che non la erotizzavano per niente, che li guardassi io se mi davano l’uccello diritto, ma lei no.
Provai ma non funzionava, era lei che non mi diceva più molto, e quando mi veniva sotto non la sentivo quasi neppure.
I miei amici da baldoria di anni prima li avevo persi di vista, altrimenti le avrei proposto di sceglierne uno.
Una sera che facemmo la solita scopata scadente, le parlai e le chiesi se non potevamo mettere in mezzo anche Susy. Ci pensò (ma in realtà ci aveva già pensato senza dirmelo). Dopo capii che la sua preoccupazione era che nascesse qualcosa di serio tra me e Susy. Dopo un po’ mi disse che sì, si poteva fare, lei però non ne avrebbe parlato a Susy, perché per Susy le cose dovevano succedere come per caso, ma io ci potevo provare, e all’occasione mi avrebbe aperto la strada.
Così incominciai a puntare Susy, ma fu una faccenda breve.

Susy stava al sole per ore, noi venivamo a casa sempre prima di lei, e quando arrivava eravamo già usciti dalla doccia, e stavamo prendendo di solito qualcosa in accappatoio.
Pochi giorni dopo, Monica mi raccontò che la sera prima Susy era venuta a cercarla, quando io già dormivo, per portarla nel suo letto, e che pensava di continuare; ero ben deciso ad approfittarne. Verso sera di quel giorno, fu la solita cosa, Susy rientrò che eravamo già docciati e bevevamo qualcosa sul divano. Scherzavamo di non so cosa, e quando sentimmo la doccia andare ( Susy teneva la porta aperta) Monica finì il suo bicchiere e mi disse di andarle dietro dopo un po’.
Sentii la doccia smettere, e poi le loro voci, quando finirono mi misi in campana, mi avvicinai a vidi Susy seduta, quasi distesa sul water, con le gambe spalancate e l’accappatoio aperto, e Monica che le stava lavorando la figa a lingua dura. Mi godetti un po’ lo spettacolo, poi quando Susy incominciò ad ansimare mi feci avanti. Monica si spostò, mi bastò aprire l’accappatoio per liberarmi e metterle dentro l’uccello. Aveva un bel figone carnoso e non molto largo, e soprattutto era già calda. Monica aveva lavorato bene. Incominciai a pensare a un programmino, mentre la montavo, che prevedeva di girarla, e magari tenere una dose di uccello anche per Monica, ma le cose andarono diversamente. Le stavo sopra, senza esserle addosso, il solo contatto era il cazzo con la figa, e Monica aveva lo spazio per baciarla a succhiarle le tette. Susy incominciò presto ad ansimare di nuovo, e sentivo l’orgasmo montarle. L’ansimo divenne crescente, a ogni colpo. Era una chiavatrice di soddisfazione, che rispondeva molto bene al cazzo che le davi. Non so quanto la montai, sempre in quella posizione, con Monica che continuava a farla. L’ansimo aumentava, divenne forte, quasi un urlo, e saliva fino a che non capii che stava proprio per venire. Le piantai l’uccello bene in fondo, aspettando che finisse con l’idea poi di fare altro, ma ebbi una sorpresa: sentii l’uccello preso dalla sua figa come fosse una ventola, tirato ancora più in dentro, e delle contrazioni che giravano attorno al cazzo, come ci fosse una mano che se lo stava spremendo. Non avevo mai sentito una cosa simile, con tutte le fighe che avevo passato, e non riuscii a trattenermi, dovetti smollare, mentre la figa continuava a lavorarmi in un orgasmo che sembrava non finire e la troia sotto che continuava agitarsi e a rantolare, e Monica che cercava di tenerla ferma. Però il cazzo lo teneva ben stretto.
Quando finì l’orgasmo che sembrava non finire mai, mi lasciò spompato.
Monica baciava delicatamente Susy, l’accarezzava, era la più felice. Mi si avvicinò e mi diede credo il bacio più lungo, tenero e appassionato che mi abbia mai dato. Quando si staccò mi sussurrò un ‘grazie’ dolce e felice. Se non avessi avuto l’uccello appena spompato credo che le avrei dato una monta particolare.
Anche Susy era spompata, come se il suo orgasmo l’avesse spremuta. Monica ci trascinò con la sua allegria, ci andammo a vestire e andammo a fare una cenetta fuori.
Quando tornammo, Monica ci volle a letto insieme. Volevo che facesse qualcosa con Susy per poi intervenire, ma Susy ne aveva abbastanza. Così mi misi sotto Monica e facemmo una scopata dolcissima, con una voglia nuova, lunghe leccate, pompe sugose, mentre Susy era lì a guardarci. Sono certo che per Monica il fatto che Susy ci guardasse era fondamentale.

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